Anziani e nuove tecnologie, una prospettiva psicologica

di Francesca Nannini

Pubblicata il: 15 Set 2018

I cambiamenti sociali, culturali e demografici dovuti ai progressi scientifici e tecnologici degli ultimi decenni, in particolare nel mondo occidentale, hanno condotto ad un allungamento della vita media e ad un numero in costante aumento di persone definite anziane. La nostra società diviene sempre più longeva, e la terza età un tempo percepita come solo periodo di decadimento fisico, viene considerata ad oggi come una fase di continuata produttività, indipendenza e buona salute.

 

La fase dell’invecchiamento di per sé costituisce una transizione molto delicata in quanto l’adulto si trova ad abbandonare l’attività lavorativa e ad affacciarsi al pensionamento, riducendo il suo ruolo sociale e trovandosi a vivere una considerevole quantità di tempo libero.

 

Ecco perché è importante una diversa filosofia del benessere di queste persone, che si propone di valorizzare l’emotività positiva e promuovere uno stile di vita attivo, anche definito active ageing. Obiettivo di una cultura positiva dell’invecchiamento diviene quello di promuovere una buona qualità della longevità, che si costruisce nella quotidianità attraverso la possibilità di praticare attività nuove e diverse, di scoprire potenzialità individuali trascurate e di mantenere un ruolo partecipativo nella società a livello sociale e culturale.

 

Un invecchiamento di successo pertanto può essere favorito dalla capacità di essere flessibili, di reagire attivamente alla perdita di alcune abilità e di considerare questa fase della vita come un’opportunità di trasformazione positiva, di rinnovamento creativo delle proprie abitudini e di ridefinizione di un Sé altrettanto soddisfacente.

 

In questo contesto l’utilizzo delle nuove tecnologie e degli strumenti del Web, da parte delle persone over 65, si viene a definire come una possibile e importante risorsa proprio per le sue caratteristiche di flessibilità e utilità quotidiana. A questo proposito la ricerca conferma che la popolazione anziana trova nell’utilizzo di tali tecnologie un modo per comprendere meglio il mondo nel quale vive, ottenere benefici concreti nella gestione di attività quotidiane (es. servizi pubblici offerti online), mantenendo al contempo una rete sociale attiva; non solo con riferimento alle possibilità comunicative delle nuove tecnologie ma anche per quanto riguarda il loro concreto apprendimento; è il caso di corsi di informatica e di alfabetizzazione digitale. Attraverso questa tipologia di interventi sono proprio gli aspetti della quotidianità e della socialità ad essere maggiormente implementati.

Per quanto riguarda la quotidianità, gli strumenti del Web, infatti, consentono, di svolgere numerose attività quali l’invio di posta elettronica, la gestione delle finanze, la ricerca di informazioni e l’utilizzo di servizi dell’amministrazione pubblica rivolti ai cittadini online; mentre in relazione alla socialità, corsi sull’utilizzo delle nuove tecnologie rendono più vicino e familiare il Web alle persone over 65 combattendo l’esclusione digitale e sociale di queste persone.

Promuovere, dunque, competenze nuove nella popolazione anziana, come le abilità informatiche, ma anche creative o rivolte al mondo dell’arte, assume una duplice valenza. Da un lato, infatti, la persona viene supportata in un percorso di invecchiamento attivo che molto ha da dare al benessere dell’individuo e dall’altro può portare benefici alla collettività mantenendo attiva e produttiva una fascia di popolazione che è destinata ad aumentare.

 

Corsi e iniziative dedicati ad individui over 65 diventano allora efficaci modelli da seguire, implementare e promuovere per il benessere di tutti gli attori coinvolti.

 

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