SUPER ECO BONUS e SUPER SISMA BONUS 110%. Articolo scritto dal Prof. Pietro Zanelli Notaio

Pubblicata il: 04 Maggio 2021

Il legislatore ha previsto uno speciale Superbonus per rendere le nostre case più green nei consumi energetici e più sicure dal punto di vista sismico senza spendere nulla, anzi recuperando anche più di quanto speso. Sulla carta quella offerta dal decreto rilancio con il superecobonus ed il supersismabonus, che prevede un vantaggio fiscale del 110% sotto forma di detrazioni Irpef spalmate in cinque anni, è un’occasione da non perdere: il termine per effettuare i lavori e pagarli va dallo scorso 1° luglio 2020, data di entrata in vigore del decreto Rilancio, al 31 dicembre 2021 successivamente prorogato al 31 dicembre 2022 o 30 giugno 2023 per gli immobili di edilizia residenziale pubblica.
Ma il vero vantaggio sta nel poter far realizzare i lavori con fattura a zero: il contribuente potrà interamente cedere il proprio credito di imposta all’impresa che realizzerà i lavori la quale potrà a sua volta decidere se tenere il credito di imposta per sé o cederlo ad una banca che coprirà il 100% dei lavori effettuati.
Gli interventi che rientrano nel nuovo superbonus sono solo in parte sovrapponibili a quelle dell’ecobonus già in vigore. Sono agevolati in primo luogo le opere di coibentazione dell’edificio che riguardino oltre il 25% dell’immobile, ed il tetto massimo di spesa varia a seconda che si tratti di unità abitative o di condomini (significa che in condominio si potrà spendere molto di più).
E’ prevista l’agevolazione anche per la sostituzione nelle case unifamiliari degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore. I tetti di spesa si riferiscono alle singole categorie di intervento.
Ma attenzione: per poter ottenere il superbonus è necessario che i lavori apportino un miglioramento di almeno due classi energetiche o che in alternativa il miglioramento sia il massimo tecnicamente raggiungibile.
Ha diritto al superbonus anche l’installazione di impianti fotovoltaici, con un tetto massimo di spesa di 48mila euro per edificio (e non per contribuente) purché l’intervento sia effettuato contestualmente alle altre opere agevolate. L’energia autoprodotta non consumata deve essere ceduta al GSE.
Ci sarà la detrazione al 110% anche per l’installazione di colonnine di ricarica delle vetture elettriche e per tutti gli interventi di efficientamento energetico previsti dall’ecobonus attualmente in vigore (schermi solari, infissi ecc) sempre però se rientrano nell’ambito di interventi che hanno diritto al superbonus. Se ad esempio si effettua la coibentazione dell’edificio e si cambiano anche gli infissi tutta la spesa viene agevolata al 110%.
E’ previsto il superbonus anche per le opere rientranti nel sismabonus. La norma fino ad oggi in vigore prevedeva aliquote differenziate a seconda che l’intervento consenta di migliorare le prestazioni di una o due classi di rischio sismico, ora l’aliquota viene unificata al rialzo al 110%.
Qualora non si riesca a rientrare nel superbonus si può sempre pensare al bonus del 50%, del 65% o del 90% previsto nelle precedenti normative in materia: è all’analisi del governo una unificazione delle aliquote portandole tutte al 75%.
Per quanto riguarda le imprese, il contratto di rete potrebbe essere una valida soluzione per i piccoli e medii costruttori e ristrutturatori per collaborare insieme così da avere un maggiore potere contrattuale con le banche ed ottenere un anticipo sulla cessione del credito di imposta da parte del cliente, cliente che potrà così usufruire dello sconto in fattura sui lavori.

Prof. Pietro Zanelli Notaio

Condividi sui social