Sciare su un inceneritore? A Copenaghen si può ed è al centro della città

di "SGR News"

Pubblicata il: 24 Mag 2019

 

 

Il termovalorizzatore di Copenaghen – da poco inaugurato – è stato progettato dallo studio di architetti danesi guidato da Bjarke Ingels. Inaugurato a fine novembre in centro città sulla Copenhill, è diventato subito una vera e propria attrazione per la capitale danese. Il suo tetto è inclinato per ospitare ben tre piste da sci di diversa difficoltà, due impianti di skilift, un ascensore per le terrazze panoramiche, una parete da arrampicata e una caffetteria.Ma al di là della sua capacità di trasformarsi in attrazione, il nuovo termovalorizzatore di Copenaghen ha due caldaie a grata, in grado di bruciare ciascuna 35 tonnellate di rifiuti ogni ora, con un carico termico nominale di 112 MW. Lo schema tecnico scelto garantisce il massimo recupero di energia elettrica e termica, senza soffrire consistenti variazioni della composizione del rifiuto bruciato. Inoltre, il sistema di condensazione del vapore dei fumi messo a punto per questo impianto, permette un ulteriore recupero del calore, incrementando di circa il 20%, garantendo, quindi, un rendimento complessivo di 107%.A regime l’impianto garantisce energia per il riscaldamento a 140mila appartamenti della città e corrente elettrica a circa 500mila abitanti. Per comprenderne la portata, il termovalorizzatore è simile all’impianto italiano di Figino che fornisce il teleriscaldamento in vari quartieri di Milano, la metà in termini di potenza dell’impianto A2A di Brescia.Ma a Copenaghen non tutti i rifiuti diventano energia. L’impianto, infatti, è anche in grado di suddividere la spazzatura in materiale da incenerire e materiale da riciclare. I metalli vengono estratti dalle ceneri della combustione e anche le stesse ceneri vengono riciclate e trasformate in materiale inerte per calcestruzzo o per il manto stradale al posto della sabbia o della ghiaia. Inoltre, l’acqua della condensazione del vapore contenuto nei gas viene recuperata per reintegrare quella perduta lungo la rete di teleriscaldamento. Se in Italia i termovalorizzatori sono al centro di polemiche ambientaliste a causa di elevati livelli di inquinamento, a Copenaghen il problema è stato minimizzato grazie a un particolare trattamento dei gas prodotti dalla combustione dei rifiuti. I gas vengono trattati da un filtro elettrostatico, da un catalizzatore triplo (seguito dall’economizzatore), uno scrubber e soprattutto dal sistema di condensazione del vapore acqueo. Le acque reflue di processo di condensazione vengono trattate in un sistema di precipitazione convenzionale, integrato con filtri a sabbia, filtri a carbone e scambiatori ionici. Il condensato è trattato con un processo di osmosi inversa che produce acqua pulita, potenzialmente priva di sali e inquinanti. Tutto questo processo di trattamento dei fumi si è reso necessario per ridurre i costi delle tasse sulle emissioni inquinanti: per ogni chilo di ossidi di azoto emesso infatti, in Danimarca si pagano 3,3 euro. Ciò ha incentivato l’istallazione di impianti di depurazione dei fumi, riducendo i composti dell’azoto a meno di 15 milligrammi ogni metro cubo d’aria emessa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il nuovo inceneritore di Copenaghen al tramonto (Foto di ARC)

 

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