Riduzione canone di locazione: Cosa fare?

di avv. Enrico Rizzo

Pubblicata il: 30 Marzo 2020

Molti soci ci scrivono chiedendoci cosa rispondere alle numerose richieste di riduzione del canone che vengono avanzate da parte di conduttori di immobili ad uso commerciale ed ad uso abitativo.

Una  prima necessaria differenziazione riguarda gli usi non abitativi, infatti, solo le categorie catastali C1 che hanno dovuto interrompere l’attività sulla base del provvedimento amministrativo del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) godono del credito d’imposta del 60 per cento del canone di marzo, mentre tutte le altre categorie catastali non godono, all’attualità, di tale misura.

La maggior parte delle richieste di riduzione del canone pervenute per gli “usi diversi” vengono giustificate dall’impossibilità sopravvenuta ad adempiere alla obbligazione del pagamento del canone a causa del calo dei ricavi conseguenza della pandemia.

Premesso che l’eccessiva onerosità o causa di forza maggiore attiene alla eventuale risoluzione unilaterale del contratto  e quindi al recesso con rispetto del preavviso, probabilmente tale domande  arriveranno anche dai conduttori di immobili ad uso abitativo a causa della crisi economica conseguenza della perdita del lavoro o della cassa integrazione che, tra l’altre cose, non è immediata.

Cosa fare?

La soluzione dei numerosi problemi connaturati con tali richieste non sarà, a nostro avviso, risolta dai Tribunali ma dal Governo e dal Parlamento unitamente alla Associazioni di categoria come ASPPI.

Proprio oggi siamo in attesa di un altro provvedimento del Governo per il contrasto al contagio e provvedimenti economici sono e saranno strettamente intrecciati  ai tempi di ripresa della normalità.

Sarà, infatti, compito del Parlamento e del Governo adottare le misure interpretative e legislative in ordine ai rapporti fra locatori e conduttori tenuto conto che gli sfratti sono sospesi fino al 30 giugno ed  i termini processuali sono sospesi fino al 15 aprile prossimo, salvo proroghe.

ASPPI ha chiesto  a livello locale, sabato scorso ed in questi giorni al Ministro delle infrastrutture, un incontro del tavolo delle Organizzazioni Sindacali della proprietà e dei conduttori per esaminare, discutere e proporre soluzioni alle numerose questioni inerenti le locazioni.

I proprietari, come i conduttori, non possono essere lasciati soli ed i piccoli proprietari non possono e non devono pagare il peso economico de questa pandemia.

Detto questo consigliamo ai nostri Soci ed ai proprietari tutti di non assumere, nell’ immediato, soluzioni che potrebbero essere poi superate da interpretazioni o leggi che dovranno obbligatoriamente essere emesse nei prossimi giorni o settimane.

Infine comunico che siamo sempre contattabili  via telefono e via e mail e che i nostri consulenti sono consultabili in videoconferenza.

Ci stiamo attrezzando per poter riprendere al più presto le attività di contatto con il pubblico con distanziatori meccanici ed altri strumenti di protezione dei dipendenti e dei soci, il tutto nel rispetto dei provvedimenti di distanziamento sociale del Governo a cui va la nostra gratitudine per il lavoro che sta svolgendo.

Presidente ASPPI Bologna

avv. Enrico Rizzo

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