Protocollo sottoscritto tra sindacati inquilini e proprietari per affrontare il problema della scadenza del blocco degli sfratti e trovare insieme soluzioni

Pubblicata il: 21 Aprile 2021

Intervista al Presidente ASPPI Bologna Avv. Enrico Rizzo

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Articolo del Presidente ASPPI Bologna Avv. Enrico Rizzo

La pandemia ancora presente sul nostro territorio metropolitano sta continuando ad avere

conseguenze sui contratti di locazione e sulle legittime aspettative dei proprietari e degli inquilini.

Le misure di urgenza messe in campo hanno evitato l’aggravarsi di una situazione sanitaria che ha

causato numeri molto alti di contagi e decessi, restano però assolutamente inadeguati gli strumenti

di governo della emergenza che si è venuta a prodursi sul versante sociale ed economico. Crediamo

necessario colmare questo vuoto evitando che vada in crisi il mercato dell’affitto già inadeguato per

il bisogno di case per una fascia di popolazione residente e con un reddito medio basso. Il blocco

dell’esecuzione degli sfratti per morosità fino al 30 giugno 2021, stabilito dal decreto c.d

“Milleproroghe” e recentemente convertito in legge ci suggerisce lavorare per un patto tra i vari

soggetti coinvolti (associazioni proprietari e inquilini, Comune di Bologna e Città Metropolitana di

Bologna) finalizzato a disinnescare la bomba ad orologeria dello scontro sociale che potrebbe

innescarsi di fronte agli oltre 5.000 sfratti che potranno essere eseguiti a decorrere dal primo luglio

a Bologna e provincia. Abbandonare proprietari ed inquilini all’esecuzione forzata con la Forza

Pubblica, in questa situazione pandemica che pare ben lungi da essere risolta, avrebbe come vittime

i piccoli proprietari ed i conduttori che hanno avuto una caduta di reddito e questo in un paese civile

è inaccettabile. Il tempo che ci divide da quella data va utilizzato per trovare le soluzioni adeguate

per consolidare le prospettive del mercato degli alloggi in affitto che già oggi è insufficiente. Senza

dimenticare che le difficoltà delle Amministrazioni Locali a dare una risposta al problema

sarebbero altissime. E’ necessario mettere in campo delle azioni tese a contemperare le varie

esigenze ed aspettative delle parti in causa: certezza del reddito da locazione per il proprietario da

un lato e soluzioni abitative per gli inquilini oggetto di morosità incolpevole dall’altro lato. In

questo contesto alle Istituzioni Pubbliche è riconosciuto il ruolo di garanti e di governo di un

problema sociale e di contenzioso che è in essere e che, come sopra scritto, esploderà al termine del

blocco degli sfratti. Per gestire questa delicatissima fase si potrebbero sfruttare misure che già

esistono come il Protocollo Sfratti da poco rinnovato fino al 31 dicembre 2021 applicando l’art. 6 e

7 che consentono al proprietario di ottenere il pagamento dell’affitto e delle spese condominiali se

decide di sospendere l’esecuzione del provvedimento giudiziale di esecuzione forzata per un certo

periodo di tempo. Obiettivo è ridurre il numero di contenziosi e creare le condizioni di un passaggio

da casa a casa dove possibile. Per fare questo, oltre ad un corretto e pieno utilizzo degli strumenti

costruiti in questi anni come il “Protocollo Sfratti” è necessario predisporre altre soluzioni che

allarghino la platea degli interventi in ragione delle risorse ad esse assegnate e non ancora utilizzate.

Per non far esplodere il contenzioso e prevenire gli sfratti per morosità incolpevole, si deve

continuare ad incentivare la rinegoziazione dei canoni di locazioni dando allo strumento una

strutturalità, oltre a ciò vanno potenziati gli interventi in grado di dare garanzia della copertura

economica del patto contrattuale incentivando così la conciliazione preventiva prevista all’art.6

della convenzione nazionale assumendola come “tentativo obbligatorio” prima del percorso

giudiziale. Percorso che andrebbe sostenuto con le risorse del Fondo nazionale previsto all’art.11

della legge 431. Per gli sfratti già resi esecutivi si tratta di governare il percorso già dalle prossime

settimane consentendo una gradualità delle procedure garantendo gli adeguati ristori, con una

attenzione particolare alle piccole proprietà contribuendo così alla definizione di una nuova

soluzione abitativa.

E’ evidente il ruolo centrale dell’ente locale e delle istituzioni giudiziarie come garanti dei diritti,

unitamente alle associazioni dei proprietari e dei conduttori chiamati altresì a favorire i percorsi di

conciliazione.

Bologna, 1 °aprile 2021.

SUNIA, SICET, UNIAT, FEDER-CASA, AIPI, APPC, ASPPI, CONFABITARE, UNIONCASA, UPPI.

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