News Condominio. Orientamento pacifico in materia di applicabilità delle norme sul mandato nel rapporto tra condominio e amministratore: risarcibilità del danno ulteriore.

Pubblicata il: 30 Ottobre 2021

Cassazione civile, sez. II, ordinanza 19 marzo 2021, n. 7874

Orientamento pacifico in materia di applicabilità delle norme sul mandato nel rapporto tra condominio e amministratore: risarcibilità del danno ulteriore.

L’ordinanza in commento riguarda il caso di un amministratore di condominio che viene revocato dall’assemblea in corso di rapporto prima della scadenza ed agisce per ottenere oltre al pagamento di quanto dovuto anche il risarcimento dei danni.

Il Tribunale di Palermo, adito in seguito ad impugnazione, da parte dell’amministratore, della pronuncia resa in primo grado dal Giudice di Pace, riconosceva all’amministratore solo il diritto ad ottenere il compenso fino all’esaurimento del rapporto e non riconosceva il risarcimento del danno ex art. 1725 c.c., essendo questa norma inapplicabile al recesso in materia di professioni intellettuali disciplinato dall’art. 2237 c.c.

La Corte, invece, richiamandosi a precedenti giurisprudenziali in materia che assimilano l’amministratore un mandatario con rappresentanza, ritiene che al contratto di amministrazione di condominio (la cui attività non è considerata una professione intellettuale), oltre alle norme di cui agli artt. 1129, 1130 e 1131 c.c., può trovare residuale applicazione la disciplina in tema di contratto di mandato (si vedano, tra le tante, Cass. Sez. 6 – 2, 17/08/2017, n. 20137; Cass. Sez. 2, 18/04/2014, n. 9082; Cass. Sez. 2, 27/06/2011, n. 14197).

Ha, quindi, affermato il principio di diritto per cui “l’amministratore di condominio, in ipotesi di revoca deliberata dall’assemblea prima della scadenza del termine previsto nell’atto di nomina, ha diritto, oltre che al soddisfacimento dei propri eventuali crediti, altresì al risarcimento dei danni, in applicazione dell’art. 1725 c.c., comma 1, salvo che sussista una giusta causa, indicativamente ravvisabile tra quelle che giustificano la revoca giudiziale dello stesso incarico”.

Di Avv.to Antonio Colucci (Consulente ASPPI Bologna)

 

Condividi sui social