Le difformità urbanistiche: RTI e Dichiarazione di Stato legittimo. (Notaio Prof. Avv. Pietro Zanelli consulente ASPPI Bologna)

Pubblicata il: 12 Gennaio 2022

Le difformità urbanistiche: RTI e Dichiarazione di Stato legittimo

Alla luce delle ultime novità normative in tema di edilizia, cresce l’attenzione verso la conformità e la corrispondenza degli immobili oggetto di atti di compravendita. Ma spesso capita che gli immobili non siano perfettamente conformi da un punto di vista urbanistico.

Le eventuali difformità presenti negli immobili oggetto di vendita, possono essere riassunte in quattro punti fondamentali.

1. Se ci troviamo davanti ad un abuso minore compiuto dal costruttore in sede di edificazione dell’immobile, questo rientrerà nelle cosiddette “tolleranze costruttive” di cui all’art.19 bis della legge regionale dell’Emilia-Romagna n. 23/2004 ed in ambito nazionale di cui all’art. 34 bis del DPR 380/2001 – Si precisa, però, che qualora un fabbricato presenti delle difformità rientranti nel presente punto 1) (e quindi abusi minori-tolleranze costruttive) oltre alla RTI occorrerà che il tecnico incaricato presenti anche una Dichiarazione di Stato legittimo;

2. Se ci troviamo davanti ad un abuso minore successivo rispetto alla costruzione dell’immobile, occorrerà presentare una CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) ordinaria o a sanatoria per regolarizzare la situazione urbanistica dell’immobile;

3. Se ci troviamo davanti ad un abuso maggiore, sia costruttivo sia successivo a detta fase, occorrerà presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) a sanatoria;

4. Se ci troviamo, infine, davanti ad un abuso maggiore insanabile, allora si renderà necessario (sempre se possibile) il ripristino dello stato legittimo e quindi la rimozione di tutte le opere abusive.

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