Il dissenso del condomino rispetto alle liti

di Avvocato Roberta Tonelli

Pubblicata il: 13 Mar 2019

Può accadere che, all’interno di un condominio, ci si trovi a dover decidere se intraprendere una controversia giudiziale o, ancora, che ci si trovi a subirla.

In questo caso, quali sono le competenze ed i limiti dell’assemblea condominiale? E cosa può fare, in merito, il singolo condomino che si trovi in disaccordo con la decisione assembleare?

La materia è regolata dall’art. 1132 del codice civile, che così statuisce: “Qualora l’assemblea dei condomini abbia deliberato di promuovere una lite o di resistere a una domanda, il condomino dissenziente, con atto notificato all’amministratore, può separare la propria responsabilità in ordine alle conseguenze della lite per il caso di soccombenza. L’atto deve essere notificato entro trenta giorni da quello in cui il condomino ha avuto notizia della deliberazione. Il condomino dissenziente ha diritto di rivalsa per ciò che abbia dovuto pagare alla parte vittoriosa. Se l’esito della lite è stato favorevole al condominio, il condomino dissenziente che ne abbia tratto vantaggio è tenuto a concorrere nelle spese del giudizio che non sia stato possibile ripetere dalla parte soccombente”.

Il Tribunale di Bologna ha chiarito che “In tema di dissenso alle liti, l’operatività dell’art. 1132 c.c. non va oltre l’esonero del condomino dissenziente dall’onere di partecipare alla rifusione delle spese di giudizio in favore della controparte, nell’ipotesi di esito della lite sfavorevole per il condominio; la norma lascia, tuttavia, immutato l’onere di partecipare alle spese affrontate dal condominio per la propria difesa” (T. Bologna, 12-10-2007. Arch. locazioni, 2008, 178).

Si può, pertanto, rilevare che, se la decisione di iniziare una causa viene assunta dal condominio con le prescritte maggioranze assembleari, il singolo condomino, fermo restando l’obbligo di contribuire al pagamento delle spese legali affrontate dal condominio per la propria difesa, può essere esonerato dall’onere di dover rimborsare le spese legali avversarie nel caso in cui la causa si concluda con un esito sfavorevole.

Per evitare le conseguenze negative del giudizio, il condomino dissenziente deve, oltre a votare in assemblea in senso contrario dalla decisione di intraprendere la causa, notificare il proprio dissenso entro trenta giorni da quello in cui ha avuto notizia della deliberazione.

Non è necessario che la notifica di tale dissenso avvenga a mezzo ufficiale giudiziario, essendo sufficiente anche la manifestazione di dissenso a mezzo lettera raccomandata.

Qualche pronuncia di merito ha anche ammesso la validità del dissenso espresso formalmente nel verbale dell’assemblea, in questo caso occorre ben distinguere le due formalità, necessarie entrambe, del voto contrario e della manifestazione di dissenso rispetto alla lite.

Occorre precisare che il dissenso espresso dal condomino ha valore solo interno, nei rapporti tra i condomini e che, quindi, il dissenziente potrebbe vedersi obbligato a pagare il terzo in causa con il condominio, salvo poi il suo diritto di rivalersi interamente sugli altri condomini.

Resta da aggiungere che, nell’ipotesi in cui l’esito della lite sia favorevole al condominio ed il condomino dissenziente abbia tratto un vantaggio dalla lite, lo stesso sarà tenuto a partecipare alle spese legali che non si sia riusciti a recuperare dalla parte soccombente.

Condividi sui social