Effetti del mancato avvio della mediazione nel rito locatizio per uso diverso

di Avv. Luigi Tommasi

Pubblicata il: 27 Gen 2020

Il d.lgs. 28/2010, che ha introdotto la mediazione obbligatoria, dispone, all’art. 5, che l’obbligo di ricorso al procedimento di mediazione non si applica al rito locatizio fino all’ordinanza con cui il Giudice dispone il mutamento del rito ex art. 667 c.p.c.. In tale ordinanza il Giudice deve invitare le parti a procedere alla mediazione assegnando il termine perentorio di 15 giorni per l’avvio della procedura. Il mancato adempimento entro il termine stesso comporta la declaratoria di improcedibilità del giudizio da parte del Giudice.

Gli effetti pratici della improcedibilità del giudizio variano da caso a caso.

Nell’ipotesi che fosse già stato emesso un provvedimento di rilascio provvisorio ex art. 665 c.p.c., la mancata mediazione comporterebbe certamente l’improcedibilità del giudizio senza, però, che tale circostanza travolga il provvedimento provvisorio di rilascio. In questo caso l’ordinanza ex art. 665 c.p.c. diverrà definitivo in quanto non vi potrà essere alcuna pronuncia nel merito che possa confermarla o farla decadere: l’efficacia del provvedimento sommario non verrebbe, pertanto, travolta dall’estinzione del giudizio di merito.

Nel caso di richiesta di ingiunzione contestuale all’intimazione di sfratto per morosità, l’improcedibilità comporterebbe per il locatore l’impossibilità di richiedere l’emanazione del decreto ingiuntivo per canoni e, allo stesso tempo, al conduttore verrebbe preclusa ogni possibilità di contestare nel merito le ragioni dell’intimante. Resta, ovviamente, salva la facoltà del locatore di procedere con separato giudizio per il recupero del credito, come quella del conduttore di contestarne le ragioni.

Laddove fosse stata emessa ordinanza ex art.. 666 c.p.c. (contestazione sull’ammontare dei canoni e pagamento solo delle somme non controverse), a seguito dell’improcedibilità al locatore verrebbe preclusa la possibilità di ottenere sia la convalida dello sfratto, sia l’eventuale emissione di decreto ingiuntivo. In questa fattispecie, però, anche il conduttore/opponente subirebbe effetti negativi in quanto vedrebbe preclusa ogni decisione in merito alle contestazioni formulate, comprese eventuali domande riconvenzionali.

Nonostante l’obbligo di avvio del procedimento di mediazione ricada in  capo all’intimante, è ragionevole ipotizzare che anche il conduttore debba effettuare una valutazione in merito alla necessità e/o opportunità di proporre l’istanza di avvio: valutazione che dovrà tenere conto dei possibili effetti sia sotanziali che processuali in senso stretto. A questo fine occorre tenere in debito conto che, aldilà delle possibilità di ottenere in via giudiziale un risultato positivo, l’inerzia nella proposizione dell’istanza di avvio del procedimento di mediazione può essere presa in considerazione dal Giudice al fine di decidere circa le spese processuali: ciò a prescindere dalla circostanza che l’onere di avvio sia posto a carico del locatore.

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