Comunicazioni dal Presidente ASPPI Bologna

di avv. Enrico Rizzo

Pubblicata il: 24 Aprile 2020

Alleghiamo il comunicato stampa ed il documento politico di richieste alla Citta Metropolitana di Bologna, sottoscritto oggi 23 aprile da tutte le Associazioni di proprietari ed inquilini di Bologna e provincia.

E’ un fatto importante perché Asppi si è prodigata dai primi provvedimenti di distanziamento sociale per raggiungere, attraverso il confronto su piattaforme di comunicazione virtuale, questo risultato non facile e scontato.

Tutte le Associazioni, infatti, hanno convenuto che, in una ottica favorevole alla rinegoziazione del contratto di locazione, per i contratti a canone concordato era necessario eliminare il minimo annuale sotto il quale il proprietario avrebbe perso gli sconti IMU deliberati dai Comuni, e su questo i sindacati degli inquilini hanno concordato.

Il punto sindacale unitario a cui si è giunti è quello di comprendere come il governo dei problemi derivanti dalle difficoltà economiche a pagare il canone di locazione, sia per gli usi diversi che per gli usi abitativi, non deve e non può pesare solo sulle spalle dei proprietari ma deve essere equamente distribuito fra locatori, conduttori, Amministrazioni locali e Governo nazionale.

Tutti devono fare la loro parte, compresa la Comunità Europea a cui abbiamo, in questi anni, contribuito economicamente con somme ingenti.

Gli incentivi e gli sconti fiscali sono lo strumento principe per supportare, da un lato le riduzioni di canone, se supportate da fatti oggettivi cioè la riduzione del reddito del conduttore causato dalla pandemia, con esclusone pertanto di chi questo pregiudizio non l’ha subito, e chi, dall’altro lato vuol passare da un contratto a canone libero, locazione breve, turistico o B&B ad un contratto concordato, così da aumentare l’offerta di case per famiglie.

Per gli usi diversi, i provvedimenti di chiusura delle attività e la perdita di ricavi è elemento sufficiente per alterare il rapporto contrattuale per un fatto sopravvenuto, la pandemia, non addebitabile al conduttore. La stessa cosa, ma non legata ai ricavi, riguarda gli studenti fuori sede che non potranno frequentare le facoltà universitarie almeno, sembrerebbe per ora, fino a settembre.

Il salto di maturità politico sindacale delle Associazioni firmatarie si è manifesto in questa unitarietà di intenti che persegue l’interesse dell’intera comunità in equilibrio con gli interessi dei proprietari e degli inquilini. L’ alternativa è la radicalizzazione delle posizioni più estreme, con una “guerra” fra categorie, gli esercenti di attività di imprese, negozi, uffici, laboratori ecc. ed inquilini, contro proprietari, in una spirale che già nel passato ha arrecato molti danni alla comunità intera, come nel caso della legge sull’equo canone, equo per chi pagava, profondamente ingiusto per chi riceveva il canone.  Quell’epoca, tra le altre cose, oltre a provocare profonde diseguaglianze fra cittadini, ha promosso e sviluppato una stagione di economia sommersa ed illegale che non vogliamo si ripresenti. Dobbiamo evitare che lo scontro sociale, che potrebbe verificarsi in assenza di gestione equilibrata dei problemi, possa produrre poi provvedimenti legislativi tesi più  al raggiungimento del consenso della popolazione che alla risoluzione giusta ed equilibrata delle difficoltà di pagare il canone di locazione.

Il nostro ruolo di assistenza alla  rinegoziazione dei contratti per usi abitativi è imprescindibile per i canoni concordati,  elemento fondamentale nei contratti liberi e, fondamentale, nei contratti ad uso diverso per informare correttamente il locatore sui propri diritti ed i propri doveri giuridici  e fiscali, al netto dei mutevoli provvedimenti legislativi,  e per evitare, ove possibile, lunghe e costose controversie nei tribunale che,  molto spesso, non risolvono il problema ma lo acuiscono sia sotto il profilo contrattuale che sotto il profilo delle spese legali.

Siamo in attesa di riaprire ai soci le nostre sedi il 4 maggio, approntando tutti gli strumenti di protezione del pubblico e dei nostri dipendenti che la legge impone, nella consapevolezza che dal 1948 rappresentiamo una presenza seria ed autorevole per la tutela degli diritti dei proprietari immobiliari e per il bene dell’intera comunità di cui facciamo parte.

Quest’anno festeggeremo la liberazione dai nazifascisti nelle nostre case ma uniti da un sentimento di solidarietà per tutti coloro che, a causa di questa pandemia, non ci sono più, per i loro cari e per quelli che soffrono negli ospedali e nelle loro case.

Tutti insieme potremo liberarci da questa pandemia.

Noi ce la mettiamo e ce la metteremo tutta.

 

Enrico Rizzo
Presidente ASPPI Bologna

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