Chi ha venduto aveva il dovere di informare

di avv. Enrico Rizzo

Pubblicata il: 13 Ott 2020

 

I neoproprietari di via Scandellara, interessati dalle opere del Passante, sono in rivolta a causa dell’esproprio del vialetto del loro condominio e non solo.

Si pensi a cosa vuol dire vivere di fianco a un cantiere in funzione. Naturalmente non saranno abbattuti i palazzi esistenti, ma l’esproprio del vialetto e i lavori piuttosto invasivi pongono domande di grande importanza per queste famiglie. È necessario chiederci se gli acquirenti di questi appartamenti siano stati messi nelle condizioni di sapere e capire cosa stavano comprando e a quali vicissitudini di li a poco sarebbero stati sottoposti. Da quanto riferito ieri al Carlino, parrebbe proprio di no. I proprietari denunciano una mancanza totale di informazioni da parte dell’impresa costruttrice. L’impresa che ha venduto gli immobili doveva portare a conoscenza degli acquirenti la circostanza degli imminenti lavori di allargamento di tangenziale e A 14? E, nel caso gli immobili siano stati venduti tramite Agenzia immobiliare, dobbiamo sapere quali informazioni l’agente ha effettivamente condiviso con gli acquirenti su questo specifico punto. La diligenza dell’agente immobiliare e dell’impresa costruttrice, ove questa sia stata anche impresa venditrice, sono sicuramente di portata maggiore di quella del consumatoreacquirente. Il fatto che del progetto del Passante si sia parlato sui media non è sufficiente a ritenere che gli acquirenti “dovevano sapere”, ritenendo pertanto i lavori come “fatto noto”, cioè conosciuto dalla generalità delle persone. Sarà necessario, pertanto, nel caso specifico porre l’attenzione sui comportamenti dell’impresa venditrice e del mediatore immobiliare per verificare se sia stato rispettato il principio generale di buona fede che si estrinseca nella comunicazione all’acquirente di tutte le informazioni utili e necessarie per fare una valutazione sulla bontà o meno dell’acquisto.

 

 

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