Cenni ai rapporti patrimoniali tra ex conviventi

di Avv. Albarosa Capanna

Pubblicata il: 17 Gen 2020

Mi é capitato recentemente in consulenza di occuparmi di un caso,che potrebbe essere di interesse per altri soci e precisamente si trattava di un rapporto di convivenza che era venuta a cessare dopo parecchi anni (circa 10) in cui la ex convivente pretendeva la restituzione delle somme
corrisposte durante il periodo della convivenza,fra cui,tra l’altro,le somme con cui aveva contribuito al pagamento del mutuo per l’acquisto dell’appartamento in cui abitavano entrambi ed intestato solo all’ex convivente.
Il problema da risolvere è pertanto quello di valutare se sia possibile chiedere la restituzione delle somme versate durante la convivenza.
Intanto dobbiamo partire dal confronto fra “matrimonio” e “convivenza”more uxorio” Per quanto riguarda il primo mi piace ricordare la famosa definizione di Modestino (terzo secolo d.C) trascritta nel Digesto di Giustiniano,che,chi si è avvicinato a studi umanistici
magari ricorderà : Nuptiae sunt coniunctio maris et feminae,consortium omnis vitae, divini et humani IURIS comunicatio. ( traduzione : Il matrimonio è l’unione di un uomo e di una donna,un consorzio per tutta la vita,una comunione fra diritto divino e quello
umano ) Oggi per matrimonio,intendiamo un rapporto disciplinato dalla legge,che comporta diritti e doveri reciproci.
È un vincolo formale fondato su un atto giuridico.
Ora,la comunione di vita spirituale e materiale nella convivenza more uxorio non comporta obblighi giuridici,che,viceversa sussistono in presenza del vincolo matrimoniale. Tuttavia,anche la famiglia di fatto che non è fondata su un patto di diritto ma solo su una semplice libera unione,viene ritenuta una formazione sociale meritevole di tutela e si ritiene che dalla stessa nascano doveri morali e sociali,di solidarietà e di assistenza reciproca e di contribuire a quanto la comunione di vita comporta,anche sotto il profilo economico.
Mentre nel matrimonio,detti doveri costituiscono un vero e proprio obbligo giuridico, nella convivenza” more uxorio” detti doveri hanno una valenza esclusivamente morale ,si tratta delle cosiddette obbligazioni naturali che vengono disciplinate
dall’art.2034 del codice civile. Quindi,ricapitolando,nella famiglia di fatto non vi è alcun obbligo giuridico da osservare ma solo l’assolvimento di un’obbligazione naturale di solidarietà,di reciproco aiuto ed assistenza e di contributo alla vita comune.
Nelle obbligazioni naturali,come già esposto,il debitore non è tenuto giuridicamente ad eseguire la prestazione ma,una volta eseguitala,non può chiederne la restituzione. Pertanto la giurisprudenza è orientata nel senso di negare la restituzione dei soldi per spese ed acquisti effettuati durante la convivenza.Più recentemente sono stati introdotti alcuni correttivi e cioè è stato specificato che può essere esercitata l’azione giudiziaria di “indebito arricchimento” per ottenere la restituzione delle somme laddove le prestazioni a vantaggio dell’altro esulano dal mero adempimento delle obbligazioni
nascenti dal rapporto di convivenza ovvero se travalicano i limiti di proporzionalità ed adeguatezza.È possibile dunque ottenere la restituzione dei soldi spesi se si è in presenza di un notevole sacrificio economico relativamente alle condizioni socio-economiche di chi ha elargito le somme.Alla luce di quanto sopra esposto e tenuto conto dei margini di discrezionalità del Giudice,si suggerisce alle coppie che stanno per intraprendere tale cammino , di valutare l’opportunità di predisporre unascrittura privata per regolamentare i rapporti patrimoniali per l’ipotesi di cessazione della convivenza.


Albarosa Capanna

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