Bonus facciate: alcuni aspetti da chiarire

di Architetto - Simona Guasti

Pubblicata il: 27 Febbraio 2020

Il bonus facciate contenuto nella finanziaria 2020 consente di recuperare il 90% dei costi sostenuti nel 2020 per lavori realizzati per il rinnovamento e il consolidamento della facciata esterna dei fabbricati, inclusa la semplice pulitura e tinteggiatura, e gli interventi su balconi,ornamenti e fregi, senza un limite massimo di spesa.
Possono beneficiarne tutti: inquilini e proprietari, residenti e non residenti nel territorio dello Stato, persone fisiche e imprese, ma vi sono restrizioni in merito agli edifici che possono beneficiarne in funzione della zona in cui il fabbricato è collocato.
Condizione fondamentale per l’ottenimento del bonus è che gli immobili si trovino in “zone omogenee A e B (indicate nel decreto ministeriale n.1444/1968) o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.”
Le Zone A sono: “le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi;”
Le Zone B sono: ” le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A): si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 mc/mq;” La restrizione inerente la zona in cui è collocato l’immobile sta creando numerose problematiche in quanto il territorio a livello locale non è più suddiviso in zone A o B da moltissimo tempo, la chiave quindi per sapere se si può usufruire o meno del bonus sta tutta nella dicitura ” o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.”
Li sta la chiave e li sta anche il problema perchè, nè la normativa regionale, nè quella comunale molto spesso contemplano parametrazioni di questo genere, di conseguenza ad oggi ad esempio non è possibile dire con certezza che un fabbricato storico vincolato dalla Soprintendenza ma situato in un ambito che nè oggi nè nel vecchio regolamento edilizio era catalogato come zona omogenea A , se pur dichiarato bene storico sia assimilabile a zona omogenea A, così come non esiste una normativa che renda possibile una parametrazione diretta tra quelle che un tempo erano definite zone omogenee A e B e quelli che oggi vengono definiti Ambiti; si verifica quindi che in alcuni casi le definizioni dei singoli ambiti rendono la parametrazione quasi certa mentre in altri non è possibile farla.
Essendo questo un problema che riguarda moltissimi fabbricati nel territorio della provincia di Bologna è molto probabile e seriamente auspicabile che nei prossimi mesi la Regione Emilia – Romagna emanerà una circolare in materia che chiarisca la questione.
Ad oggi in alcuni casi non è possibile avere certezza del fatto che un determinato fabbricato possa usufruire del bonus.

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